via Trashfood » Dal laboratorio al piatto: le magiche proteine isolate dalla soia

trovo che questo aia piuttosto creepy.

ora.
non nego certo di avere in dispensa dei prodotti fatti con le proteine isolate della soia: sono disidratati, si tengono a lungo, e vanno benissimo sono comodissimi quando si vuole tirare su un secondo in fretta o per arricchire un piatto di proteine.

a volte ne sbatto un po’ negli sfufati, a volte faccio le soyappine, a volte le sminuzzo e le uso per vere un po’ di cosistenza sotto i denti in lasagne e cannelloni.

detto cio’, certi alimenti prefrisco elminarli, puttosto che sostituirli e tendo a non amare troppo i “surrogati”.
il tofu , il tempeh e il seitan li ho mangiati fin da piccola, sono abbastanza usati nella cucina asiatica e fanno parte della mia cultura alimentare di partenza.
per me sono alimenti, non surrogati.

e poi sono alimenti semplici, si possono facilmente fare in casa.

non ho inoltre pregiudizi sui “surrogati” che invece posso preparare con le mie manine, come il latte o lo yoghurt di soia.

le cotolette di soia, i wustel processati, i vari hamburger vegetali e cheddar di soia e cazzate affini che si trovano in commercio non mi attirano.
sono comodi, si, ma sono piu’ eccezioni che alimenti da usare nella vita quotidiana.

se e’ tanto, li mangio una volta al mese.

ma solo perché sono pigra o voglio far compagnia alla GBP mentre mangia rookwrst e stammpot ;-)