la gonna impermeabile da mettere sopra i normali abiti nei gg di pioggia e’ una di quelle cose che mi sta dicendo “fammi! fammi!”
questo e’ uno snack molto popolare in asia, e si trova spesso per strada, in gabbiotti simili a quelli che da noi fanno le frittelle, lo zucchero filato o le caldarroste.
noi le facciamo per il brunch o per la merenda del weekend, quando c’e’ quel buchino nello stomaco che da’ voglia di un certo qualcosa di buono :-P
uso una foto vecchia e neppure tanto bella, perche’ le frittelline di oggi oggi non sono durate il tempo di fotografarle.
diciamo che abbiamo fatto la catena di montaggio sia per prepararle che per mangiarle :-P
frittelle al cipollotto ( 葱油餅, cōng yóu bǐng)
dosi per ca 12 frittelle
- 2/3 tz di acqua, portata a ebollizione
- 2 tz e 1/2 di farina
- 1/4 tz di acqua fredda
- almeno 4 o 5 cipollotti
- olio di arachidi
- sale fino
- olio di sesamo tostato (opz)
- sesamo nero (opz)
- qualche cucchiaio d’olio per la cottura
versare la farina in una ciotola e aggiungervi gradualmente l’acqua bollente, mescolando bene con un cucchiaio. aggiungere anche l’acqua fredda e impastare con delicatezza finche’ tutta la farina sara’ incorporata e l’impasto non risultera’ abbastanza liscio (pare impossibile all’inizio, perche’ vi sembrera’ che l’acqua sia poca, ma poi s’assetta ;-)) lasciar riposare almeno 20 min sotto un tovagliolo inumidito (ma anche un’ora, se ce l’avete a disposizione)
lavare i cipollotti e affettarli finemente (la parte verde e’ buona ed e’ vostra amica) preparare anche una ciotolina con dell’olio di arachidi insaporito con qualche goccia di olio di sesamo (non esagerate, il gusto e’ pervasivo), una col sale fino e una col sesamo nero se lo usate
riprendete in mano l’impasto, e lavoratelo su una superficie leggermente oliata finche’ sara’ liscio ed elastico. fatene un salsicciotto e tagliatelo in 12 pezzi poco piu’ grandi di una noce
nota: la fase successiva procede molto speditamente se c’e’ qualcuno disponibile a far parte di una catena di montaggio
- stendete un pezzo di impasto fino a ottenerne un disco grande pressapoco come un CD (non deve essere troppo sottile altrimenti poi si lacera)
- spennellatelo con l’olio
- spolverate col sale (e il sesamo)
- cospargetelo col cipollotto ma non esagerate col ripieno, perche poi dovrete:
- arrotolare il disco come per ottenere un sigaro (cfr: qst immagine, da qst blog)
- appiattire, le estremita’ per non fare uscire il ripieno
- arrotolare il rotolino partendo da un’estremita’ in modo da ottenere una chiocciolina come quella in primo piano nella foto, assicurando la parte finale in modo che non si riapra
- e infine stendere il rotolino fino a ottenere una focaccetta piatta (se fuoriesce tutto probabilmente avete steso troppo la sfoglia o l’avete farcita troppo, ma non vi preoccupate, verra’ buona lo stesso)
continuate fino a esaurimento e “friggete” le focaccette in una padella calda leggermente unta finche’ sono dorate su entrambi i lati (se vi piacciono le cose piu’ piadinose mettete poco olio e tenete la temperatura piu’ bassa, se preferite le pappe piu’ sfrittolate aumentate la quantita’ d’olio e alzate il fuoco).
si mangiano calde
se state per farle la prima volta, provate a cuocerne una prima di preparare le altre :-)
in questo modo potrete regolare le vostre preferenze sulle quantita’ di sale cipollotto e sesamo, e decidere se vi piacciono piu’ o meno piatte o piu’ o meno croccanti ;-)
instant gratification usando un vecchio filato e i ferri da 12mm.
un lavoro velocissimo, e il mio torcicollo ringrazia.
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una curiosita’: anni fa, con lo stesso filato, mi ero fatta all’uncinetto le estensioni capillifere di pelouche.
morbide e calde, era dicembre ed erano una meraviglia.
la sera inizia a fare freschino ed inizia ad essere piacevole lavorare a maglia con la finestra aperta. certo sarebbe piu’ piacevole lavorare su una sedia a dondolo sotto un porticato, ma ci accontentiamo lo stesso :-P
grazie a ravelry ho scoperto:
povero povero portafoglio…. :-P
nella foto: Bento no. 66: Vegan Iridofu Donburi Bento | Just Bento
quando ho voglia di “piatti unici” il donburi (in italiano volgare: ‘na ciotola di riso ricoperta di robba ;-P) mi attira.
non so perche’ ma mi sa di coccola.
ottimo anche il reminder di usare riso integrale (o semi integrale) o piuttosto che una base di cereali misti per un pasto piu’ completo e nutriente.
ora che ci penso, ho un po’ di tempo per sbattere in pentola a pressione del riso integrale da “monoporzionare” o “onigirizzare” e poi mettere in freezer.
la lotta allo spam nei commenti e’ impari.
pero’ e’ divertente.
davvero.
stimola la creativita’.
ogni volta mi invento qualche barbatrucco, e ogni volta dopo ca un mese o due mi fottono.
cmq.
ho un nuovo turing che vi costringe a leggere la mia calligrafia fontizzata.
ok, la mia cacografia.
resa ancora piu’ cacografica dal kerning approssimativo.
pero’ e’ figo avere un font con la propria scrittura.
se volete potete farlo aggratis su fontcapture.com
ah, se entrate nella pagina dei commenti e mi dite se e’ leggibile sono contenta :-D
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e anche: mi sono resa conto di avere dei commenti le cui notifiche si sono perse nello spam, in qt il mio server mail ha deciso che i commenti al mio blog contenevano troppo cialis e quindi andavano centurati.
rispondo qua:
@giu - re: trucco minerale
il mascara lo trovi qui, hanno anche altre cose di trucco minerale ma non le ho provate.
per ora ho usato lilylolo e chrimaluxe e mi sono trovata bene. e da chrima i pennelli sono praticamente tutti vegan.
@malmostosa - re: noci del sapone hai provato a aggiungere al tuo ecobucato del carbonato di sodio (aka: soda solvay) per sgrassare e abbattere la durezza dell’acqua e/o del percarbonato di sodio?
my first “sashiko” project: a needle roll (via wonder(★)zdora)
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un altro progetto concluso: il porta ferri da calza
lotta al disordine!
(via wonder(★)zdora)
giusto per dare un’idea di cosa intendevo quando dicevo che mi stavo dedicando ad altro :-)
(cucita a macchina, rifinita e decorata a mano)