Adobe Photoshop Cook - How to make butter biscuits (via bloguerrilla)
OMFG che Figata con la F maiuscola!
Se solo esistesse davvero!
per fortuna che la nonna a suo tempo mi diede l’imprinting a lavare sempre il riso prima di cuocerlo nel rice cooker :-P
recenti scavi nel sacco di riso di quest’anno dell’amico contadino della suocera hanno rivelato la necropolii di una civiltà aliena estinta
“ Ludwig Feuerbach scriveva nel 1862 che l’uomo è ciò che mangia. In tedesco sarebbe “der Mensch ist was er isst” che suona in maniera ambivalente come l’uomo è ciò che è oppure l’uomo mangia ciò che mangia. ”
(btw, fatevi un giro sul loro sito: fame assicurata)
vegan macarons? cannoli alla ricotta di mandorle?
fuck yeah!
amo le cuoche sperimentali, chi me ne regala una? ;-)
ho bisogno di scarpe.
non “come tutte le donne”
sul serio!
adesso gli stivali imbottiti li posso ancora usare, ma appena sale la temperatura mi restano le sneakers coi teschi. che mica ci stanno troppo bbbbene con le gonne.
eppoi per una volta posso anche provare a prendere delle scarpe da femmina eh?
questa casa e’ spagnola, produce in europa, non usa bestie morte (ne’ vive se per questo)
però ‘rcocazzo!
loro non vendono direttamente,
in italia non distribuiscono,
in uk non hanno la mia taglia.
e farle arrivare dall’america -A/R oltreoceano + doppio dazio doganale- mi pare un po’ cretino.
a sapere che le vendevano ad a’dam, ci facevo un salto
orca l’oca, credo di essere non essere aggiornata sullo stato dell’arte della cucina casalinga vegana!
Domestic Terrorist (via Sarah Kramer Photography.com)
il post sulla dolce vegan in realta’ era un pretesto per postare una foto di sarah e parlare dei capelli bianchi che non ho voglia di tingere :-P
o meglio, che non so se voglio tingere o meno.
sono una personcina low maintainance, non sono il tipo che rifarebbe le radici ogni mese e ho una buona possibilita’ di sviluppare allergie nei confronti di qualsivoglia sostanza io spalmi con regolarità sul cranio
qualora mi stufassi di tingerli (solo pensare alla preparazione, al tempo di posa, al bagno da pulire etc etc mi fa venire l’orticaria), mi troverei a strisce orizzontali. se li avessi corti me ne fregherei, taglierei e farei crescere da capo. avendoli lunghi fino al culo dovrei trascinarmi il bicolor per eoni, ergo finirei per ciapar su la macchinetta fare “zap!”
i capelli bianchi sono pochi, potrei ergo jamilarmi per i benefici dell’henne’ e senza troppe pare cromatiche per —ehm— almeno altri due anni…
resistero’ duque alle convenzioni estetiche che vogliono le donne perfettamente cromate fino all’eta’ geriatrica o qundo il sale e pepe si fara’ piu’ evidente cadro’ nella trappola della tintura? :-P
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e no, non sono ancora diventata abbastanza borghese dentro da considerare l’opzione “parrucchiere” :-P
tempo fa ventnoir mi ha portato due pacchi di egg replacer e “la dolce vegan” di sara kramer da… da dove? boston?
ed e’ un po’ un crimine che non abbia ancora avuto modo di assaggiare nulla di quanto preparato seguendo questo libro, in effetti, perche’ ogni ricetta che ho provato finora e’ stata un successo automatico.
ventnoir, ai ou iu
uno chiama e internet risponde.
la fuori c’é un mondo di ricette di waffle senza uova, senza latte, senza farina, senza glutine, senza qualsiasi cosa.
non che mi interessi mangiare waffle senza qualsiasi cosa, eh, e’ solo che mi commuovono gli sforzi democratici per permettere a chiunque di mangiare waffles :-D
detto cio’, quello del link è un intero sito dedicato all’organizzazione di feste a base di waffle vegani.
fuck yeah!
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note to self: le ricette americane sono fatte per famiglie di trecento persone obese e ipermangianti.
o si dimezza la ricetta, o si invitano gli amici per il brunch, o ci si riempie il freezer di waffle, waffle, waffle da scaldare all’occasione.